Non prendere fischi per fiaschi: perché sottotitoli e traduzioni migliorano il tuo business

Apr 29, 2017 | Traduzioni | 0 commenti

La possibilità di condividere potenzialmente con tutti dei files audiovisivi è una delle più grandi risorse che offre il web e le aziende possono sfruttarla in molti modi proficui, per esempio con spot pubblicitari, tutorial, viral marketing, video di presentazione o quant’altro. Possono essere condivisi grazie al sito aziendale, alle piattaforme o ai social media, in base alle necessità e alle destinazioni d’uso specifiche ma, da sempre, attraggono l’interesse (e le visualizzazioni) degli utenti più di quanto non faccia il semplice testo.

È il potere dell’immagine sulla parola? Forse. Però i video hanno anche dei limiti se il vostro obiettivo è espandervi e conquistare il mondo del business: ogni video viene realizzato in una specifica lingua. E gli utenti che non conoscono quella lingua?

Prima di rispondere, facciamo un passo indietro e facciamo un esperimento.

Andate su YouTube, cercate un video che vi sembra interessante (un’intervista, uno show televisivo, uno spot pubblicitario…) e scegliete l’opzione per visualizzare i sottotitoli se è disponibile. L’avete fatto? Bene. Notato qualcosa di strano? Sì? Allora forse avrete già capito quello che voglio dirvi (smettete di ridere, intanto!).

I sottotitoli autogenerati da YouTube non sono molto affidabili, ne converrete anche voi, anche se sono decisamente divertenti. Parliamo di quelli in italiano perché è la nostra lingua madre e possiamo dare un giudizio, ma la situazione per le altre lingue è o meno la stessa, specialmente per quelle in cui il contesto o la lunghezza vocalica sono determinanti per stabilire il corretto significato di una parola.

Con questo non vogliamo dire che lo strumento che genera i sottotitoli in automatico fornito da YouTube sia totalmente inutile, dico solo che è poco efficace, perché è impreciso e pieno di errori che stravolgono o tolgono il senso alle frasi.

Se è così scadente, perché usarlo, vi chiederete. O, andando a monte della questione: perché dovrebbero interessarvi i sottotitoli?

È presto detto: perché a qualcuno servono e, quel qualcuno, potrebbe essere un potenziale cliente.

A chi servono i sottotitoli?

In primo luogo, i sottotitoli sono uno strumento fondamentale per i non udenti. Se volete che il vostro messaggio sia fruibile per tutti, non dimenticate chi ha abilità diverse.

In secondo luogo, molte persone, quando stanno imparando una lingua straniera, usano filmati e video con i sottotitoli come supporto didattico, in modo da poter associare ai suoni le parole giuste e aiutarsi nella comprensione. Se avete (o vorreste avere) dei partner commerciali stranieri, metterete a loro disposizione tutto il materiale e agevolarne la comprensione sarà sicuramente proficuo per entrambe le parti.

Terzo, soprattutto in situazioni di viaggio o di lavoro, capita di dover rinunciare all’audio per non disturbare gli altri quando si visiona un filmato. Se in quel momento non si hanno a disposizione delle cuffie o nel caso di eccessivi rumori ambientali, la presenza di sottotitoli sopperisce alla mancanza del suono.

Sottotitoli e traduzioni multilingue

I sottotitoli sono anche semplici da creare e inserire, come dimostra il fenomeno web del fan subbing (sottotitolazioni non ufficiali di film o serie tv in lingua straniera, realizzate dai fans): basta un comune programma di video editing e una versione testuale dei contenuti (che voi probabilmente avete già, a differenza dei fan subber che si sbobinano il video).

Ora che abbiamo spiegato perché i sottotitoli sono importanti, vorremmo fare un ulteriore passo avanti. Per sfruttare al massimo i vostri materiali multimediali dovreste tradurre i sottotitoli dei vostri video in inglese o nelle altre lingue straniere che ritenete utili al vostro business, preferibilmente rivolgendovi a traduttori madrelingua. Il vantaggio è evidente: una spesa minima vi consentirà di raggiungere un’utenza molto più ampia avvalendovi di materiale già in vostro possesso.

Cosa ne pensate? È una buona idea?

Con la collaborazione di Lara Sousa Oliveira

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